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Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Libro di   Luis Sepúlveda

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico Libro di  Luis Sepúlveda
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Monaco. Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix. È un legame profondo, quasi simbiotico. Max, raggiunta l'indipendenza dalla casa paterna, va a vivere da solo, portandosi dietro l'amato gatto. Il suo lavoro, purtroppo, lo porta spesso fuori casa e Mix, che sta invecchiando e sta perdendo la vista, è costretto a passare lunghe giornate in solitudine. Ma un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa di casa e intuisce che lì si nasconde un topo... Un'altra grande storia di amicizia nella differenza, questa è la magia di Luis Sepúlveda.

Una grande storia di amicizia tra un gatto e un topo



Il gatto è l'animale che l'autore ama particolarmente e questa volta è amico di un topo...



La nuova fiaba per grandi e bambini di quello straordinario scrittore che è Luis Sepúlveda che di certo ripeterà il successo della Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, è Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico. Luis Sepúlveda racconta una storia di amicizia e di solidarietà, una storia che indica come nel superamento dei pregiudizi e della diffidenza per il "diverso" si possa tutti vivere meglio. La cecità è sicuramente un handicap, ma se c'è chi presta i suoi occhi all'amico in difficoltà, può dare e ricevere felicità.
In questo mondo in cui l'individualismo e il mito della perfezione del corpo domina e chi non è all'altezza è escluso e isolato dal contesto sociale questo nuovo libro indica invece una strada diversa: gli anziani, i disabili, gli esclusi possono trovare anche in quelli che reputano loro nemici, un sostegno, un aiuto. Ho subito pensato, leggendo questo bel libro, alle tante badanti straniere che sono spesso l'unica compagnia di anziani che magari hanno, fino al momento della necessità, nutrito pregiudizi nei confronti degli stranieri.
Ed è giusto che siano proprio i bambini ad apprendere per primi questa lezione profondamente educativa.

Estratti del libro

Capitolo primo Potrei dire che Mix è il gatto di Max, oppure che Max è l’umano di Mix, ma come ci insegna la vita non è giusto che una persona sia padrona di un’altra persona o di un animale, quindi diciamo che Max e Mix, o Mix e Max, si vogliono bene. Max e Mix, o Mix e Max, vivevano in una casa di Monaco di Baviera e la casa era in una strada fiancheggiata da alti ippocastani, splendidi alberi che d’estate offrivano una bella ombra e che furono sempre la grande gioia di Mix e la grande preoccupazione di Max. Quando Mix era piccolino, approfittando di una distrazione di Max e dei suoi fratelli, uscì in strada, sentì il richiamo dell’avventura, si arrampicò sui rami più alti di un ippocastano e, una volta lassù, scoprì che scendere era più difficile che salire, perciò tenendosi ben stretto al ramo cominciò a miagolare per chiedere aiuto. Max, che era altrettanto piccolino, salì sull’albero deciso a riportare giù Mix, ma quando arrivò ai rami più alti guardò in basso, ebbe le vertigini e scoprì che nemmeno lui era capace di scendere. Un vicino di casa chiamò i pompieri, che arrivarono con un grande camion rosso pieno di scale. Dal basso, i fratelli di Max, i vicini e il postino gridavano: «Non ti muovere, Max! Non ti muovere, Mix!» Il capo dei pompieri aveva un casco splendente e prima di salire sulla scala telescopica volle sapere chi si chiamava Max e chi si chiamava Mix. Nel frattempo, sul ramo più alto dell’ippocastano, Max teneva stretto Mix e gli diceva: «Accidenti, guarda che guaio abbiamo combinato… Mix, promettimi che non ti arrampicherai mai più in cima a un albero senza aver prima imparato a salire e scendere dai rami più bassi.» Questo Max lo disse sul ramo più alto dell’ippocastano, perché Mix era suo amico e gli amici si danno man forte, si insegnano tante cose, condividono i successi e gli errori. Una volta a terra, Max e Mix ascoltarono gli ammonimenti del capo dei pompieri e tornarono a casa tutti coperti di polline di ippocastani.

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