L' interpretazione soggettiva nella giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea | Giulia D'Agnone | Ebook | Giappichelli su Sanpaolostore.it

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L' interpretazione soggettiva nella giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea

Ebook di   Giulia D'Agnone

L' interpretazione soggettiva nella giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea Ebook di  Giulia D'Agnone
€ 34, 99
  • Editore: Giappichelli
  • Pagine:320
  • Tipo protezione:Adobe DRM
  • Condivisione:Permesso limitato.
  • Dispositivi:6
  • ISBN: 9788892187689
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PDF € 34, 99 Disponibilità immediata

La ricerca muove dal presupposto che, nonostante la scarsa rilevanza ad esso riconosciuta nel tempo dalla dottrina, il metodo di interpretazione soggettiva animi e orienti molto più di quanto comunemente si ritenga l'attività esegetica della Corte di giustizia dell'Unione europea. L'indagine si propone quindi, prima di tutto, di verificare se e in quali casi la volontà delle parti o del legislatore, tanto originaria quanto successiva, sia stata evocata in sede di interpretazione del diritto europeo e in che misura abbia svolto un ruolo nell'esercizio di tale attività. L'analisi sarà svolta quanto più possibile evitando, da un lato, di trasporre sul piano del diritto dell'Unione europea concetti e categorie dogmatiche elaborate nell'ambito di altri ordinamenti giuridici, con particolare riferimento a quello internazionale; e, dall'altro lato, di perdere di vista le peculiarità dell'ordinamento giuridico europeo. Si ritiene infatti che solo così si potrà effettivamente comprendere se in quest'ultimo l'interpretazione soggettiva non assuma dei contorni diversi, unici, anch'essi peculiari. L'ipotesi è infatti che, contrariamente a quanto abitualmente ritenuto, l'elemento volontaristico abbia giocato un ruolo tutt'altro che marginale nella giurisprudenza della Corte di giustizia e, quindi, nella costruzione del processo di integrazione europea o, quantomeno, nel consolidamento del relativo ordinamento. Ciò non solo in ragione del fatto che i lavori preparatori, ossia gli strumenti dai quali si è soliti desumere la volontà iniziale delle parti, sono sempre più utilizzati dalla Corte nell'interpretazione delle regole europee: che siano quelle del diritto derivato, del diritto primario o, ancora, quelle contenute in accordi internazionali conclusi dall'Unione. Ma, anche, alla luce della circostanza che i giudici europei sembrerebbero fare uso anche di strumenti ermeneutici diversi - in altri contesti considerati rilevanti quali elementi di criteri differenti da quelli soggettivi - per enfatizzare la volontà delle parti e utilizzarla quale elemento per risolvere le questioni interpretative che le varie fonti pongono.

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