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RICORRENZA DEL GIORNO

19/11/2013

Van Gogh: autoritratto da record.

Vincent Willem Gogh, autore di  circa ottocentocinquanta tele e più di cento disegni, un genio che ha segnato l’arte del XX secolo (e non solo), considerato insano di mente, muore, solo e povero, a soli 37 anni, ucciso da un colpo di pistola che forse lui stesso ha esploso. Eppure, a 108 anni dalla morte, il 19 novembre 1998, il suo “Autoritratto senza barba” viene venduto all’asta a New York per 71,5 milioni di dollari: un record.
Vincent non nasce pittore. Sin da bambino ama e pratica il disegno, ma per mantenersi lavora per qualche tempo alla casa d’aste di Goupil, attività che gli permette di viaggiare per tutta Europa, Londra e Parigi comprese. Quando è colpito dai primi disturbi depressivi, viene allontanato dalla casa d’aste, lavora come insegnante e libraio, e si avvicina alla religione servendo la chiesa anglicana come pastore. Sarà l’amato fratello Théo a incoraggiarlo a intraprendere la carriera artistica. Aveva ormai più di trent’anni, Vincent, quando accetta dal fratello del denaro e si iscrive all’Accademia delle Belle Arti. Gli amici van Rappard, Anton Mauve, Weissenbruch sono gli unici ad apprezzare le sue doti. Millet, Daumier, Corot e Dalcroix, i grandi, sono i suoi maestri. Molte delle opere più note le dipinge negli ultimi due anni di vita: ritratti, fiori e girasoli, dai colori così vivaci da farli sembrare allegri. “Campo di grano con volo di corvi” è il suo testamento. La sera del 27 luglio 1890, torna ferito dai campi in cui è andato con l’intenzione di dipingere e morire.