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RICORRENZA DEL GIORNO

25/05/2013

jesse owens (1936)

Big Ten Met di Ann Arbor (Michigan), 25 maggio 1935.
Jesse Owens, un atleta di colore, stabilisce quattro record del mondo (salto in lungo, 220 iarde, 220 iarde a ostacoli, 100 iarde) in soli 45 minuti. È soltanto l’inizio.
Olimpiadi di Berlino, 1936. 
Adolf Hitler e lo Stato maggiore tedesco sono presenti  allo stadio Olimpico. Attendono il trionfo, la celebrazione della “razza ariana”, la conferma della sua presunta superiorità.
A Owens non interessa, pensa solo a ciò che lo attende: i blocchi di partenza, la pista di atletica, gli avversari; la corsa.
È il 3 agosto: è medaglia d’oro nei 100 metri. È il 4 agosto: è medaglia d’oro nel salto in lungo. È il 5 agosto: è medaglia d’oro nei 200 metri. È il 9 agosto: Ownes dichiara Ho già vinto tre medaglie, lasciamo gareggiare le riserve. Non conta: gli Stati Uniti vogliono schierare la squadra migliore. Assieme ai suoi compagni, è medaglia d’oro nella staffetta 4X100.
Ownes, assime  a Carl Lewis (Los Angeles, 1984), è l’unico atleta nella storia a vincere quattro ori nella stessa Olimpiade. Ma, soprattutto, con la semplice grazia dei suoi movimenti, con la forza, l’eleganza e la detrerminazione, mostra l’assurdità (a dir poco) delle teorie razziste.