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Gesù a Roma. Il sogno di Benedetto XVI. Una parabola

Libro di   Juan María Laboa

Gesù a Roma. Il sogno di Benedetto XVI. Una parabola Libro di  Juan María Laboa
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Il noto storico della Chiesa spagnolo Juan María Laboa durante il 2012 scrive un lungo racconto, una parabola: la venuta di Cristo a Roma ai nostri giorni, con tutti gli odierni personaggi della politica, del Vaticano... Alla festosa accoglienza delle borgate romane e di parrocchie di quartiere si contrappone il turbamento di persone famose. Accompagnano Gesù vari apostoli e santi. Roma affascinante e barocca appare fuori tono, c'è sproporzione! Eppure l'accoglienza che promana dal nuovo arrivato abbraccia tutti, tutto può tornare possibile. Chi oggi "si imbattesse in Cristo, non ascolterebbe forse la Buona Novella dalla sua stessa fonte?". Con la suspence di un thriller, l'opera è una parabola che mette il lettore a suo agio. Verso la fine Benedetto XVI prende la decisione di dimettersi, e nell'ultimo capitolo il papa si sveglia: il tutto era stato un suo sogno, e comincia una giornata diversa...

«Benedetto XVI non era il primo papa che rinunciava al papato, ma forse era il primo a ritenere consapevolmente che, sebbene l’amore a Dio e agli uomini non abbia limiti, i servizi che ci vengono chiesti su questa terra sono sempre in funzione dei progetti del Signore e del bene dei credenti»: così Juan María Laboa commenta le dimissioni del pontefice, sorprendentemente annunciate già nel 2012 da questa sua «parabola gioiosa, disinvolta ma colma di affetto» che immagina l’arrivo di Gesù nella Roma contemporanea.
In equilibrio tra finzione e realtà, la scelta di Benedetto XVI – definita «un gesto semplice e profondo» - sembra scaturire dalla gravità di una situazione che, se la rende più plausibile, non attenua il valore profetico del racconto: l’accenno al furto di alcuni documenti segreti dalla scrivania pontificia, vero e proprio caso mediatico, è infatti soltanto un pretesto per svelare la crisi di un’istituzione oppressa dal suo stesso apparato e irrimediabilmente contaminata dagli intrighi della politica mondana.
Così, mentre Cristo visita la periferia della capitale suscitando l’entusiasmo e la speranza di quanti incontra, nel palazzo apostolico dilaga lo sconcerto dei cardinali che, sopraffatti dal mistero e dalla libertà di Dio, avvertono una minaccia alla loro autorità – «com’era tutto più facile quando se ne stava chiuso nel tabernacolo» osa addirittura pensare qualche eminenza.
Senza risparmiare critiche all’avidità di potere e agli eccessi burocratici che snaturano la Chiesa, l’autore, attraverso la narrazione dell’incontro con Gesù nell’attualità quotidiana, sollecita quindi una riscoperta del messaggio evangelico in tutta la sua radicalità primigenia.

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