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Là dove core el me pensier in fuga

Libro di  Boato

Là dove core el me pensier in fuga Libro di Boato
€ 30,00 € 28, 50 -5%
  • Editore: Morcelliana
  • Collana:Poesie
  • Pubblicazione:21/07/2020
  • Pagine:387
  • Formato:Libro in brossura
  • ISBN: 9788837234171
Disponibile a partire da 4 giorno/i

«Sandro Boato si è dedicato a molte cose, e le ha prese tutte sul serio: del resto, erano legate, la cura per la vita comune nella città (la politica, alla lettera), il rispetto e l'amore per l'ambiente naturale, una premura religiosa e realista per la pace. Tuttavia l'ho sempre più immaginato, custode e custodito insieme, in due compagnie fatali: quella della sua famiglia e quella della poesia. Non direi la frase che pure in altri può importare, "ha vissuto per la famiglia", o "ha vissuto per la poesia": piuttosto, ha vissuto della famiglia e della poesia, e ne è stato ricambiato com'è privilegio di pochi. Della sua famiglia non dico altro, loro lo sanno. Con la poesia spiegò di comportarsi come con un amore segreto, noto solo agli intimi, che non si possa mostrare in pubblico e di cui un po' ci si rimproveri. Che lo si senta come una debolezza propria, o come una debolezza degli altri, comunque da trattare con riguardo e discrezione: "Scrivere la morte di papa Giovanni (1963) o quella di Paolo Rossi (1966), caduto per la violenza fascista, senza poterle comunicare in qualche "luogo della poesia". Vivere ripetute stagioni di emozioni corali, in cui l'assolo simbolico veniva sempre sospeso, frenato, rinviato. Impegnarsi a rinnovare le istituzioni ancora soffocando l'anelito liberatorio dell'arte, in attesa di... una umanità nuova, una nuova poesia?" Ha scritto così nel 2005, credo. Allora, l'idea che l'assolo dovesse essere rinviato all'umanità nuova da destinarsi, e alla poesia nuova che sarebbe scaturita sulle rovine del vecchio mondo, era appassita da tempo, ammesso che fosse mai stata rigogliosa. Era stata piuttosto un riserbo nei confronti di altri sentiti e amati come compagni, come fratelli, che credevano interrotto o superato il tempo degli assolo. Aveva un risarcimento, quella discrezione: l'attesa del momento in cui gli esercizi riservati e sparpagliati, fogli volanti - la faccia in ombra dei prepotenti "volantini" - si sarebbero riuniti e consacrati nel libro. Che doveva essere "bello nella forma, prezioso nel testo, accurato e duraturo - magari eterno"...» (Dalla Prefazione di Adriano Sofri)

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