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17/04/2018

San Simeone Bar Saba'e

Vescovo di Seleucia-Ctesifonte (Persia), per volere del re Sapore II fu arrestato e messo ai ferri perché si era rifiutato di adorare il sole e di riscuotere i tributi dai suoi fedeli per la guerra contro i romani. Dapprima venne per lungo tempo tenuto in carcere insieme ad oltre cento compagni, tra cui vescovi, presbiteri e membri di diversi Ordini religiosi; poi fu decapitato (a Karkha de Ledan) come ultimo dopo aver visto sgozzati davanti ai suoi occhi tutti i suoi amici di fede e di prigionia, mentre lui li esortava uno ad uno con vigore e affetto (era l’anno 341 o 344). Dopo la sua morte numerosi altri cristiani furono uccisi in ogni regione della Persia, a cominciare da sant’Usthazade, precettore del re Sapore.

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