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Quasi una preghiera

Libro di   Adriana Zarri

Quasi una preghiera Libro di  Adriana Zarri
€ 18,50 € 17, 58 -5%
  • Editore: Einaudi
  • Collana:Frontiere Einaudi
  • Pubblicazione:02/01/2013
  • Pagine:193
  • Formato:Libro rilegato
  • ISBN: 9788806215101
Disponibile a partire da 3 giorno/i

La preghiera è spesso intesa come un recitar formule e un domandar cose. Per Adriana Zarri, invece, le formule sono soltanto il vestito che ci mettiamo addosso ma la sostanza resta sotto. La preghiera è piuttosto un parlare portando con sé tutte le nostre interrogazioni, osservazioni, lamenti. Con dolci abbandoni e fantasiose svagatezze più ancora che con calcolate richieste. In queste pagine c'è un interlocutore costante, un "tu". Questo tu è il Signore, naturalmente, e nello stesso tempo è un uomo vicino agli altri uomini e alle loro vite. Perché queste non sono preghiere, ma quasi preghiere, sono un diversamente pregare. Sono conversazioni, canti, riflessioni, indignazioni e meditazioni sul mondo e sulla natura. "Perché io amo pregare seguendo il ritmo stagionale", dice Adriana Zarri, e proprio le stagioni sono le quattro grandi articolazioni di questo libro. C'è l'inverno con cui inizia e si chiude l'anno: i giorni sono freddi e corti, eppure l'inverno è utile e la neve è bella: "Sotto la neve pane" dice il proverbio. Già a febbraio il filo d'erba inizia a premere tenacemente sotto la cresta della terra per vedere il sole. C'è la primavera, il momento dell'anno in cui il terreno che pareva morto rivive, il cielo cambia di colore e si celebra la Resurrezione che, come accade nella natura, è un riaprirsi alla vita. C'è l'estate, stagione panica, in cui è bello distendersi per terra e sentire il suolo crepitare sotto i nostri corpi.

Dall’autrice di Un eremo non è un guscio di lumaca, un libro che guarda al mondo per capire l’uomo



Un calendario dall’eremo. Un libro che parla al cuore di tutti, credenti e non credenti, e ci insegna ad ascoltare il ritmo della natura e dell’anima



«Tu sai Signore che io amo pregarti seguendo i ritmi stagionali, perché la preghiera non è una petizione astratta o un parlare con te che prescinda dalla vita, dalle situazioni, dalle emozioni, dai colori che vedono i nostri occhi, dagli odori che vengono dal suolo».
Già con queste parole Adriana Zarri ci dice che Quasi una preghiera non è una semplice guida liturgica per fedeli, ma un almanacco che parla di animali, fiori, odori, rocce, tulipani, alveari, rane e torrenti, perché nel mondo di silenzio e contemplazione di Adriana Zarri vita quotidiana e vita liturgica, ritmo della natura e dell’anima scorrono insieme.
Il libro è articolato in quattro grandi sezioni, una per ogni stagione. Dall’inverno che dà inizio e fine all’anno e in cui si festeggia il Natale alla primavera della Resurrezione e della Pasqua; dall’estate che scalda e fa crepitare il suolo, all’autunno in cui, anche se tutto sembra morire e sfiorire, si spilla il vino nuovo e inizia l’Avvento.
Nei testi di Adriana Zarri c’è un interlocutore costante: un «tu» che è il Signore, naturalmente, ma che, allo stesso tempo, rappresenta anche l’uomo in carne e ossa, simbolo di tutte le persone comuni. Un «tu» a cui indirizzare le nostre osservazioni, le domande e i lamenti, «con dolci abbandoni e fantasiose svagatezze più ancora che con calcolate richieste». Perché queste non sono preghiere ma «quasi preghiere»: conversazioni, meditazioni, canti, scritti nella prosa intima e sincera a cui la Zarri ci ha abituati, una scrittura forte, vibrante, mai rassegnata, che riesce a parlare al cuore di tutti, a chi ama la meditazione e il silenzio e a chi pensa che si debba sempre far sentire la propria voce. A tutti offre un motivo di consolazione e un ricovero dalle ansie quotidiane, senza mai rinunciare all’impegno.


Estratti del libro

La nostra preghiera è immersa nella vita e non se ne può scostare, ecco perciò che a dicembre essa ha tutti i colori, gli odori e i sapori del dicembre; e non soltanto le caldarroste o il tacchino di Natale ma l’amaro delle foglie cadute e il freddo insapore dei ghiaccioli che pendono dalle tegole dei tetti come piccole stalattiti domestiche.

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