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Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato

Libro di   Philippe Daverio

Il secolo lungo della modernità. Il museo immaginato Libro di  Philippe Daverio
€ 39,00 € 37, 05 -5%
  • Editore: Rizzoli
  • Collana:I libri illustrati
  • Pubblicazione:28/11/2012
  • Pagine:544 ill.
  • Formato:Libro rilegato
  • ISBN: 9788817060110
Disponibile a partire da 3 giorno/i

"Abbiamo ipotizzato un museo diverso, luogo della fantasia e dell'immaginazione, in un'ipotetica città d'Europa che da qui vuole ripartire per il riordino urbanistico del suo centro utilizzando la vecchia stazione ferroviaria ormai dismessa." In questo libro Philippe Daverio ci accompagna alla scoperta dell'età moderna, ovvero del Secolo Lungo che parte dalla Rivoluzione francese e finisce nella catastrofe della Prima guerra mondiale. Questo volume affronta i temi più importanti della modernità attraverso oltre seicento opere d'arte raccolte tematicamente per vettori storici: quello politico, da Delacroix e Géròme al Quarto stato di Pellizza da Volpedo; quello della macchina e del lavoro, da Turner a Courbet e a Boccioni; quello della fuga dalla realtà nella dolce vita della Belle Epoque, nell'esotismo e nel sogno - da Tissot a Manet, da Dante Gabriel Rossetti a Fortuny, Gauguin e Van Gogh -, fino al Simbolismo e all'Art Nouveau. Fra i padiglioni e le sale del museo sono previste anche soste in locali e ristoranti a tema, dove si immagina di sorseggiare un caffè o gustare un pranzo circondati dalle opere dei Macchiaioli al Caffè Michelangelo, e degli Impressionisti alla Closerie des Lilas. Un gioco serio, che scardina il nostro abituale punto di vista e ci fa ritrovare il gusto di guardare la pittura e leggere il nostro passato guidati dalla penna più impertinente d'Italia.

Il nuovo libro di Philippe Daverio

 

Dalla Rivoluzione francese alla Prima Guerra Mondiale, il cammino dell'arte negli occhi di uno dei più importanti critici italiani

 

UN ESTRATTO DA "IL LUNGO SECOLO DELLA MODERNITA'"

A che cosa serve la pittura? Ai commercianti d’arte serve innegabilmente a campare. Ai molti musei d’oggi serve ad avere materiale alle pareti in modo da giustificare il coffee shop e il bookshop, quindi gli stipendi degli addetti. A tenti collezionisti serve a stimolare la vanità e ad appagare il complesso si Alì Babà offrendo loro la più cara delle merci raccoglibili, La pittura è un tesoro. Da questo punto proprio occorre partire: la pittura è la più costosa delle cose raccoglibili per due motivi. Da un lato è di tutti i manufatti noti quello più resistente alla morsa del tempo, almeno in epoca moderna, da quando ha garantito una durevolezza che l’antichità trovava solo nel bronzo. Dall’altro la sua maneggi abilità le garantisce una facile attitudine ai trasporti , il che sta alla radice delle centinaia di mostre che si fanno per il mondo ogni mese; e una merce, più la si rende facile al movimento, tanto più si allarga il suo mercato e aumenta il suo valore. Il mercato della pittura è potenzialmente esteso perché, a differenza della poesia, non richiede traduzioni.

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