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Premio Strega 2021

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Premio Strega 2021


Vince l'edizione 2021 del Premio Strega  Emanuele Trevi con il suo romanzo Due vite (Neri Pozza). Trevi ha ottenuto 187 voti dalla giuria presieduta da Sandro Veronesi, vincitore della scorsa edizione. Al secondo posto con 135 voti è arrivata Donatella Di Pietrantonio con Borgo Sud (Einaudi), seguita da Edith Bruck con Il pane perduto (La Nave di Teseo, 123 voti), autrice che aveva vinto il Premio Strega Giovani. Giulia Caminito ha ottenuto il quarto posto con L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani, 78 voti) e Andrea Bajani è arrivato quinto con Il libro delle case (Feltrinelli, 66 voti).

Il vincitore è stato proclmato l'8 luglio al Ninfeo di Villa Giulia, consueta ambientazione riproposta anche per questa 75°  edizione.

Il 10 giugno, presso il Teatro Romano di Benevento erano stati annunciati i 5 romanzi finalisti del Premio Strega 2021, la cosiddetta cinquina.
Il Premio Strega – promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Liquore Strega – è senza dubbio il premio letterario più noto e prestigioso in Italia e giunge quest'anno alla sua 75° edizione.

I libri candidati sono stati letti e votati da una giuria composta da 660 aventi diritto. Ai voti degli Amici della domenica si aggiungono quelli espressi da studiosi, traduttori e appassionati della lingua e letteratura italiana, lettori forti scelti da librerie indipendenti, voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra i quali i circoli istituiti dalle Biblioteche di Roma.

Ed ecco la cinquina dello Strega 2021:
Andrea Bajani,
Il libro delle case, Feltrinelli
Edith Bruck, Il pane perduto, La nave di Teseo (romanzo che si aggiudica lo Strega giovani)
Giulia Caminito, L’acqua del lago non è mai dolce, Bompiani
Donatella Di Pietrantonio, Borgo Sud, Einaudi
Emanuele Trevi, Due vite, Neri Pozza

Melania G. Mazzucco, presidente del Comitato direttivo, descrive così i libri candidati: “Fra i sessantadue titoli proposti abbiamo notato il ricorrere della distopia e dell’autobiografia, e una generale diffidenza nel romanzo di intreccio e di genere. [...] I titoli selezionati nel 2021 raccontano per la maggior parte storie legate al vissuto personale dell’autrice o dell’autore, al suo mondo privato e prossimo (amici, parenti, conoscenti), e alla geografia locale, provinciale, talvolta rionale. In qualche caso questo vissuto incrocia la grande storia, più spesso si tratta invece di microstorie intime. Sono storie di famiglie, dominano le figure delle madri – spesso anaffettive, furiosamente antagoniste – e delle sorelle, mentre i padri sono quasi assenti, sgraditi, superflui o silenziati. Sono storie di bambine senza infanzia, adolescenti solitarie o emarginate. Il sentimento dell’esclusione sociale e del rancore incendia alcuni di questi libri. Sono storie di testimonianza, di vita vissuta o prossima. Sono storie domestiche, nelle quali la casa – abitata, posseduta, perduta, occupata, infestata di oggetti – diventa personaggio. Nell’anno del confinamento nelle mura domestiche o nelle mura metaforiche dei nostri confini nazionali, è certo una coincidenza non casuale”.

I dodici finalisti erano stati selezionati tra 62 libri dal Comitato direttivo.
Ecco gi altri non entrati nella cinquina:

Maria Grazia Calandrone, Splendi come vita, Ponte alle Grazie
Teresa Ciabatti, Sembrava bellezza, Mondadori
Lisa Ginzburg, Cara pace, Ponte alle Grazie
Giulio Mozzi, Le ripetizioni, Marsilio
Daniele Petruccioli, La casa delle madri, TerraRossa
Alice Urciuolo, Adorazione, 66thand2nd
Roberto Venturini, L’anno che a Roma fu due volte Natale, SEM