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Premio Strega 2017

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Premio Strega 2017

 

LO STREGA
Il Premio Strega, forse tra i più prestigiosi in Italia assieme al Campiello,  si è concluso il 6 luglio con la premiazione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.
In questa edizione 2017 erano in gara le opere di narrativa pubblicate tra il 1° aprile 2016 e il 31 marzo 2017, votate da 400 Amici della Domenica, cui si aggiungono i voti di 40 lettori forti e 20 voti collettivi provenienti da Biblioteche di Roma, scuole e università. Da quest’anno si sono aggiunti 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri.
La somma dei voti elettronici e delle schede cartacee 532 su 660 aventi diritto, ha portato alla vittoria il romanzo di Paolo Cognetti Le otto montagne (Einaudi), con 208 voti. Seguono Teresa Ciabatti con La più amata (Mondadori), 119 voti; Wanda Marasco con La compagnia delle anime finte (Neri Pozza), 87 voti; Alberto Rollo con Un’educazione milanese (Manni), 52 voti; e Matteo Nucci, con È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie), 79 voti.

La cinquina finalista ve la presentiamo così...

 

Le otto montagne (Einaudi) di Paolo Cognetti.
Non solo Cognetti guida la cinquina con più voti di tutti, ma si è già aggiudicato il Premio Strega giovani 2017
Un romanzo di crescita, formazione, incontri, amizizie sullo sfondo di montagne e vallate. Dice Cognetti: "Mi sento il tramite di storie che non erano solo mie. Un legame con la montagna che ho trovato le parole per raccontare" E ha ricordato Mario Rigoni Stern: "mio maestro e grande guida di questo libro mentre lo scrivevo".

La più amata (Mondadori) di Teresa Ciabatti.
Data inizialmente per favorita Teresa Ciabatti ci consegna un'autofiction sincera e spiazzante. La storia di un padre potente, di un'infanzia da bambina coccolata e viziata. Epoi la scoperta che il mondo è altro e che l'involucro in cui è cresciuta era malato. Un libro brutale a tratti, nervoso e concitato ma sempre intenso.

La compagnia delle anime finte (Neri Pozza) di Wanda Marasco.
Wanda Mrasco, già alla sua seconda esperienza al premio Stregaracconta la memoria e i legami tra due donne, madre e figlia, sullo sfondo di una Napoli palpitante. "È una narrazione di soprusi subìti e inferti, di fragilità e di ferocia. Ed è la messinscena corale di molte altre storie, di «anime finte» che popolano i vicoli, come attori di un medesimo dramma"

Un'educazione milanese (Manni) di Alberto Rollo
Un'autobiografia che è anche il racconto della città in cui si svolge. Gli anni 50, le periferie in estensione, la cultura operaia, quella cattolica e quella comunista che si intrecciano. E poi lo scatto di libertà dei movimenti di lotta, l'internazionalizzazione, la maturità raggiunta insieme a una città in cui trionfano moda e archistar.

È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie) di Matteo Nucci.
Una storia notturna, in cui realtà e figure fantastiche si confondono in  atmosfere quasi mitologiche. Tra le chiatte lungo il Tevere, ai margini interni e miseri di Roma, si muove una comunità multiforme e quasi arcaica di individui. Qui trova rifugio un uomo arrivato da chissà dove, con una storia dolorosa che si svela piano piano. Ed è qui, tra mani di donne, che troverà la sua rinascita.