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Omaggio a Calvino

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Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, vicino a L’Avana. Tornata la famiglia in Italia, si stabilisce a Sanremo – la Liguria è la terra per cui manifesterà sempre una sorta di affinità elettiva – , e si appassiona durante il liceo alla letteratura, alle riviste umoristiche e al cinema americano. Durante la guerra si iscrive alla Facoltà di Agraria, seguendo le orme dei genitori, ma si accorge poi – in mezzo c’è la militanza come partigiano – che il richiamo della letteratura si fa sempre più pressante e si laurea infine in Lettere a Torino. Di lì in avanti si dedica al lavoro all’Einaudi (con cui entra in contatto nel 1946 e di cui diventerà una delle menti pensanti, accanto a Pavese, la Ginzburg, Mila, Vittorini e i più importanti intellettuali dell’epoca), alle collaborazioni con diversi giornali (“l’Unità”, “Il Politecnico”, poi “Il Menabò”, “Il Giorno”, il “Corriere della sera”), e all’attività di scrittore. Nel frattempo viaggia, vive a Roma e poi a Parigi, si sposa con una traduttrice argentina, Esther, e ha una figlia. Muore a Siena tra il 18 e il 19 settembre, all’età di 62 anni.
 
Non molti nel Novecento si possono definire al pari di lui scrittori “a tutto tondo”. Dal Neorealismo al Postmoderno, la sua apertura culturale l’ha portato a variare notevolmente da libro a libro, rinnovandosi di continuo e coltivando progetti estrosamente differenziati. Calvino è ironia e impegno, razionalità e fantasia: se c’è un fil rouge in tutta la sua opera, è la riflessione sulla storia e sulla realtà contemporanea, e questa non viene meno quando ricorre agli strumenti dell’astrazione fantastica o fiabesca. Uomo di lettere, eppure devoto al rigore scientifico (il suo è un razionalismo più metodologico che ideologico), nutre una profonda fiducia nelle capacità comunicative e propositive della letteratura, anche come luogo dove i differenti saperi possono dialogare e confrontarsi. Peculiare della sua scrittura è l’essere sempre cristallina, concreta e precisa.
 
Calvino è già un classico, quando è ancora moderno (sua la definizione di classico come “quel libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire” in Perché leggere i classici). Infatti piace ai critici e ha pure avuto molto successo in vita (anche tra i lettori più giovani… ma lo sapevate che la trilogia de I nostri antenati non era stata pensata per i ragazzi?) perché non dimentica di strizzare l’occhio al suo pubblico.
Chi non ricorda il celebre incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore?

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. […] Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. […] Bene, cosa aspetti?
…Quale invito alla lettura è migliore di questo?
 
In occasione del novantesimo anniversario della nascita dello scrittore, Mondadori propone i suoi cinque titoli più amati e letti in una nuova edizione da collezionare:
  • Il sentiero dei nidi di ragno, romanzo d’esordio, tra il fiabesco e il naturalistico, sulla vita partigiana vista dagli occhi di un bambino;
  • Il barone rampante, la celebre storia del barone Cosimo di Rondò che un giorno decide di salire sugli alberi e di non scenderne mai più;
  • Il visconte dimezzato, il libro che a Calvino sarebbe piaciuto leggere più che scrivere, che porta all’estremo l’allegoria dell’uomo spaccato in due;
  • Il cavaliere inesistente, rivisitazione moderna dei poemi cavallereschi di stampo ariostesco, ultimo capitolo della trilogia e della riflessione sulla presenza-assenza;
  • Marcovaldo, le storie dell’eroe buffo e malinconico che continua a ricercare con ostinata fiducia la natura in un mondo urbano di cemento e asfalto.
 
Un nuovo titolo inedito andrà ad aggiungersi alla collana Oscar Opere di Italo Calvino (Mondadori, che subito si distingue per la fascetta azzurra in basso e l’immagine di opere d’arte contemporanea) Flirt prima di battersi e altri scritti giovanili, raccolta di scritti composti da un Calvino ventenne ma che prefigurano già molteplici temi della maturità.
Significativo è anche il progetto a cui Calvino lavorò dal 1954 al 1956: raccogliere la mole immensa delle fiabe della tradizione italiana, preservando così la tradizione orale (Fiabe italiane, Mondadori, I meridiani). Alcune di esse sono confluite nella collana Fiabe italiane, dedicata ai più piccoli.