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Non è un paese per libri

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L’Italia non è (più) un paese per libri.    
Inutile girarci attorno, la patria di Dante, Leopardi e Ungaretti, per citarne alcuni, non legge più. O quasi.    
Una ricerca Istat del 2012 mostra che solo il 45% della popolazione legge almeno un libro in un anno. Tra loro, circa il 50% ne legge da uno a tre, il 35% da quattro a undici e il restante 15% almeno dodici. Questi ultimi, i cosiddetti “lettori forti”, rappresentano il cinque per cento dell’intera popolazione e l’80% dell’intero mercato editoriale. Il restante 50% della popolazione nazionale non legge. Zero. Niente. Nemmeno un libro in dodici mesi. Wow, pensateci, non è poco…    
Viene da chiedersi: cosa fanno nel tempo libero? Di certo, stanno davanti alla televisione, giocano con lo smartphone e navigano in Internet. Per fortuna, fanno anche altro: fanno volontariato, frequentano le parrocchie, girano per musei, stanno insieme, suonano e così via.    
Ma non leggono, già.    
Perché? Non sta a noi dirlo.    
Ci limitiamo a osservare la realtà che i dati restituiscono, quella di un Paese che non solo non ama i libri, ma, in generale, considera la cultura come una perdita di tempo. Magari qualcosa da snob. Cui contrapporre lo svago. Che è facile, piacevole, poco impegnativo.    
I numeri parlano chiaro, c’è poco (o tanto, tantissimo) da fare.    
Se, però, pensate  che i numeri siano freddi e non dicano abbastanza, fate cosi: quest’estate prendete il treno, l’aereo o la macchina, andate all’estero, infilatevi in metropolita, in bus o in tram e guardatevi attorno. Poi tornate e fate lo stesso sui mezzi di casa nostra. Fate un confronto tra quanti leggono un libro e quanti smanettano sul telefonino o guardano nel vuoto. Fa impressione (vabbè, nei limiti).  

 

Tuttavia c’è un modo per recuperare. Ed è il più facile del mondo. Leggete.  
Fatelo per la società in cui vivete perché “senza cultura in Italia non rimane nulla” (Mario Monicelli) e per il modo in cui lo facciamo  perché “solo l'uomo colto è libero” (Epitteto).    
Fatelo per gli altri perché leggendo impariamo a capire e prestare attenzione alle loro emozioni e ai loro pensieri. Perché “leggere è sognare per mano altrui” (Fernando Pessoa) e “il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni” (Jorge L. Borges).    
Fatelo per voi stessi perché “ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso” (Marcel Proust) e perché “non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità, della nostra vita” (Herman Hesse). 
L’estate è il periodo giusto per farlo. Sia per chi ha la possibilità di viaggiare sia per chi rimane in città (ma può sfruttare il suo respiro lento, liberato dal traffico e dalla frenesia abituali). Sanpaolostore vi propone alcuni testi. Voi fate come volete: seguite i nostri consigli o fate di testa vostra, scegliete un libro cui pensavate da tempo o uno che vi colpisce così, d'istinto. Ma fatelo, leggete, perché "il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere" (Daniel Pennac).