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La Musica di Dio per il Conclave

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Il Miserere (Abbi Pietà) di Gregorio Allegri è lo spartito proibito, una sorta di Graal Musicale gelosamente custodito nel cuore del Vaticano: La Cappella Sistina. Tecnicamente è un'opera per 2 cori a cappella, basata sul salmo 51 della Bibbia. Il Miserere è stato quasi certamente composto intorno al 1630 durante il pontificato di Urbano VIII. Doveva essere eseguito a luci/candele spente nella Cappella Sistina durante il mattutino come parte del servizio delle tenebre della Settimana Santa. È l'ultimo dei dodici Miserere composti e cantati nella Cappella Sistina dal 1514. E’ indubbiamente il più famoso e questa sua popolarità è legata indissolubilmente al nome di Wolfgang Amadeus Mozart. Questo Miserere era così importante che, per ordine del Papa, si poteva cantare e ascoltare soltanto all’interno della Cappella Sistina, lo spartito non poteva uscire dal Vaticano. Chi si fosse macchiato di un simile atto sarebbe stato punito con la scomunica immediata e chissà quali altre pene. Questa storia era nota in tutti i circoli musicali, divenne ancora più famosa poiché il Padre di Mozart (Leopold) la raccontò in una lettera alla moglie (Anna Maria Pertl), rimasta a Salisburgo durante il viaggio in Italia del 1769 dei Mozart. Dunque, veniamo ai fatti: il tredicenne Mozart è così musicalmente spumeggiante che viene invitato dal Papa ad ascoltare l’opera proibita, il famoso Miserere di Gregorio Allegri. Questo “concerto”, parzialmente pubblico, è un evento molto raro che si concede solo alle persone di riguardo. Il giovane Mozart, con la sua tecnica e la sua arte funambolica, aveva sicuramente affascinato la Curia romana, al punto di guadagnarsi l’invito a questo evento eccezionale. 
Dopo il concerto, durante il viaggio di ritorno in carrozza, Leopold Mozart disse al figlio Amadeus: “è un vero peccato nascondere un simile capolavoro”. Amadeus concordò con il padre e, appena giunto in albergo, prese uno spartito e scrisse a memoria tutte le note del Miserere dopo un solo ascolto. Con la lettera di Leopold, Anna Maria ricevette anche lo spartito appena vergato dal figlio. Il padre era preoccupato che potesse finire in mani sbagliate la prodezza di Amadeus. Ma, da una seconda lettera alla moglie, sappiamo che Leopold rassicurò la ancor più preoccupata Anna Maria per il possesso dello spartito scrivendo: “ Non c'è la minima ragione di essere in ansia … Tutta Roma e persino il Papa stesso sa che l'ha trascritto. Non c'è assolutamente niente da temere, al contrario, l'impresa gli ha fruttato un grande credito.” Anche questo è il genio di Mozart, un umano dalla memoria divina, capace di cogliere e valorizzare ogni espressione artistica e psicologica in cui era immerso. Fu il musicologo inglese Charles Burney che, nel 1771, pubblicò a Londra la trascrizione di Mozart rendendo noto lo spartito. Dopo la trascrizione di Mozart la minaccia di scomunica venne tolta e, qualche anno dopo, il Miserere proibito cominciò a circolare nelle principali corti europee. In questi giorni si è invocato lo Spirito Santo sui lavori del Conclave. Non possiamo fare a meno di pensare al Miserere di Allegri per accompagnarlo degnamente su questo pianeta, tanto sofferente quanto ricco di possibilità per il futuro.