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Il teologo Hans Küng

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Il 6 aprile è venuto a mancare il teologo svizzero Hans Küng, all'età di 93 anni.
Noto per le sue posizioni teologiche e morali molto progressiste e per alcune sue critiche aperte verso la dottrina ufficiale della Chiesa, Küng era però, certamente sincero nella sua ricerca della verità.
Benedetto XVI ebbe con lui un famoso incontro nel settembre 2005 e in una lettera lo chiamò "confratello".  Un colloquio  in cui - secondo una nota del teologo - Benedetto XVI «ha riaffermato il suo accordo circa il tentativo del professor Küng di ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali ...». Da parte sua,  il professor Küng ha espresso «il suo plauso circa gli sforzi del Papa a favore del dialogo delle religioni e anche circa l’incontro con i differenti gruppi sociali del mondo moderno».
Il rapporto tra i due, sebbene su posizioni molto diverse, fu sempre buono, secondo quanto scrive lo stesso Benedetto XVI nel libro autobiografico La mia vita.

Certamente alcuneposizioni di Küng erano inaccettabili per la Chiesa ufficiale. Nel1970 con la pubblicazione del volume Infallibile?  Küng contestava il dogma dell’infallibilità papale, ponendosi in conflitto con la Congregazione per la dottrina della fede.
In seguito fu critico verso il pontificato di Giovanni Paolo II, considerato distante dallo spirito riformistico del Concilio Vaticano II (a cui aveva preso parte in qualità di esperto).
Nel corso degli anni, pur sempre su posizioni critiche verso il Papato e la gerarchia ecclesiastica ha continuato ad animare  la discussione teologica, in particolare nell’ottica del dialogo tra le religioni. Nel 1993 ha creato la Fondazione Weltethos (Etica mondiale), per rinforzare la cooperazione tra le religioni. Agli altri monoteismi dedicò il volume Ebraismo, Cristianesimo e Islam.
Tra le battaglie di Küng, l’ammissione delle donne e dei laici a ogni ministero e alcune aperture nel campo della bioetica (Della dignità del morire, Rizzoli, e poi La dignità della morte. Tesi sull’eutanasia, Datanews).
Küng si era anche interessato a studiare il rapporto tra religione e scienza. Tra i suoi libri L’inizio di tutte le cose (Rizzoli),  Küng negava l’esistenza reale di Adamo ed Eva e dell’episodio del peccato originale, stimolando nuovamente un accesso dibattito.
Sempre coraggioso nel descrivere luci e ombre della Chiesa, aveva recentemente firmato un libro insieme a Paul Ricoeur sulla violenza nelle religioni: Il lato oscuro della fede (Medusa).