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  • 22 gennaio

Frate Alessandro, la voce da Assisi

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Alessandro Giacomo Brustenghi nasce a Perugia il 21 aprile 1978 e, a soli ventuno anni, entra nell'ordine dei Frati Minori.
Sin da bambino ha una grande passione per la musica. Non solo: ha talento.
Nel 2011 un impresario lo sente cantare in una piccola chiesa di provincia e resta folgorato, invitandolo a un'audizione.
La riservatezza e la voce limpida del sacerdote conquistano immediatamente gli ascoltatori: Alessandro è il primo frate a firmare un contratto con un'importante etichetta discografica, la Decca, famosa la qualità delle registrazioni.
In occasione dell'uscita di "Tu scendi dalla stelle - Voice of Joy" riproponiamo l'inverivsta escluvia che ha rilasciato a Sanpaolostore.

 

Come si vivono la fede e l’amore per musica nei luoghi che furono di San Francesco?
Credo che Francesco abbia sempre avuto nel cuore la percezione che l'espressione artistica sia una vera e propria partecipazione alla Creazione per la lode di Dio, e quando arriva il momento supremo del suo incontro con il Signore canta e fa cantare un inno al buon Dio lodando “sorella morte” che gli apre le porte all'incontro con Gesù, suo unico bene. Il canto è espressione di gioia e della presenza del Signore, ogni volta che cantiamo qui alla Porziuncola siamo in comunione con quello spirito di lode e di amicizia che ebbe Francesco nei confronti di Dio.

La voce è un dono di Dio, ma per amare la musica occorrono una scintilla e tanto lavoro e determinazione, cosa ti ha spinto verso quest’arte?
In realtà ho iniziato a studiare canto per gioco, per scherzo, perché mi convinse un'insegnante del conservatorio. All'inizio non avevo né voce né passione per il canto e il Signore mi ha fatto scoprire questo dono passo dopo passo, ma solo in convento ho sentito il profondo legame di quest'arte con la vita spirituale. Mi sono messo, così, a studiare a fondo cultura e tecnica del canto per conoscere bene lo strumento che Dio mi aveva consegnato per la sua lode.
Vuoi parlarci della tua esperienza discografica e del tuo CD registrato a Londra?
Non avevo mai partecipato prima a un progetto così grande. Ho accolto la proposta come un invito della Provvidenza a diffondere il messaggio di Gesù di amore e bellezza. Per me è una piccola croce perché contrasta con la mia indole naturale; io sono, infatti, una persona riservata e timida e non ho mai cercato fama e popolarità, ma in realtà tutto questo rientra nel carisma francescano e realizza, perciò, la mia vocazione. Accolgo, così, con gioia questa missione sicuro che se il Signore mi ha introdotto su questa strada non mi abbandonerà. Oltretutto non sono solo, i frati mi accompagnano sempre e le persone che incontro sono un vero e proprio dono per la mia vita.

Fai molti concerti, com’è il tuo rapporto con il pubblico?

Ho sempre una gran paura di fare concerti, non so come mai, ma tremo prima di iniziare e vorrei scomparire... Evito sempre di cantare cose difficili perché credo di non farcela; per esempio riesco a cantare anche per due ore di seguito senza stancarmi e ho per natura degli acuti facili e anche i sovracuti, ma non li canto praticamente mai in pubblico e difficilmente eseguo più di 5 o 6 brani perché ho paura. Vero è pure che sono un po' perfezionista e non mi accontento mai e devo ricordarmi ogni volta del salmo che dice “Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze”. Poi succede che entro e inizio a cantare e quasi sempre tutto procede abbastanza bene perché so per certo che non sono lì per sfoggiare una mia bravura, ma per trasmettere un messaggio e lasciar vibrare i cuori nella bellezza dell'amore di Dio.