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Carlo Acutis beato

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Carlo Acutis, l'adolescente milanese morto nel 2006 in seguito a una leucemia fulminante, sarà proclamato beato il 10 ottobre del 2020 ad Assisi.

Carlo era un ragazzo speciale e nella sua breve vita si è distinto per il fervore della sua fede e per la generosità verso i più deboli. Carlo volle prendere la Comunione a sette anni, in anticipo rispetto ai suoi coetatei, e da quel momento frequentò quotidianamente la Chiesa e le messe.  “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo”, scriveva. “Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie”, e sono la Parola di Dio e l’Eucarestia gli strumenti per rimanere unici e non uniformarsi.
Aveva uno speciale talento nell'informatica e questo resta nel ricordo un tratto distintivo. La Chiesa potrebbe proclamarlo patrono di Internet per via della sua passione per la rete che considerava uno strumento formidabile per evangelizzare e per diffondere la devozione all’Eucarestia. Sul web è ancora presente (www.miracolieucaristici.org), la mostra virtuale progettata e realizzata da lui a 14 anni.
Quando arrivò la diagnosi della malattia Carlo disse ai medici: «C’è chi sta peggio di me» e offrì le sue sofferenze a Dio, al papa e alla Chiesa. Carlo muore a Monza il 12 ottobre 2006.
Il giorno 1 ottobre 2020  nel Santuario della Spogliazione di Assisi è stata aperta la tomba ed esposta alla venerazione dei fedeli il giovane Servo di Dio.

Riportiamo un estratto dell'intervista a Nicola Gori, postulatore della causa di beatificazione, e autore della biografia "Eucaristia. La mia autostrada per il cielo" (Edizioni San Paolo) a cura di Girolamo Fazzini, scritta per la rivista Credere e riportata sul sito di Famiglia Cristiana con data 1/10/2020.
https://www.famigliacristiana.it/articolo/beatificazione-carlo-acutis-assisi-carlo-ragazzo-di-oggi-sulle-orme-di-francesco.aspx 

"«Quando parliamo di Carlo abbiamo davanti un san Francesco dei nostri tempi»... «Sono molteplici le analogie tra il santo di Assisi, cui si è ispirato papa Bergoglio al punto da assumerne il nome, e il giovane Carlo, che di Assisi e della spiritualità francescana era letteralmente innamorato». Giornalista dell’Osservatore Romano, studioso di mistica e autore di vari volumi di spiritualità (molti dei quali editi da San Paolo), Nicola Gori si è imbattuto nella figura di Carlo quasi per caso. «Conoscevo la famiglia da prima che nascesse Carlo. Quando egli è morto, mamma Antonia mi ha chiesto, pur non avendolo io mai conosciuto direttamente, di stendere una biografia di Carlo. Grazie ai ricordi della mamma e a tante altre testimonianze di amici e conoscenti, ho scritto Eucaristia. La mia autostrada per il Cielo e, poi, molti altri testi su Carlo. Perciò, quando è iniziata la fase romana della causa, mi è stato chiesto di diventarne il postulatore»"