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150 anni di Alice nel Paese delle Meraviglie

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"Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull'albero.
“Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
“Dove vuoi andare?”
“Non lo so”, rispose Alice.
“Allora, - disse lo Stregatto - non ha importanza.”


Alice è entrata nel nostro immaginario come l’archetipo della bambina e il suo mondo è sinonimo di fantasia, immaginazione, stupore. Occhi sgranati e un capitombolo nella follia, Alice insegue un bianconiglio con l'orologio e si addentra nella meraviglia, sempre in bilico tra virtù varie (innocenza, curiosità e grazia) e qualche vizio (autoindulgenza e sbadataggine).
Alice ci piace. Ci piace nella versione rassicurante e linda della Disney: capelli biondi, grembiulino bianco su vestito azzurro, espressione svagata. Ci piace nei disegni onirici di Rebecca Dautramer: capelli castani scomposti, ambientazioni sui toni del rosso o immerse nella nebbia. Ci piace nei disegni vintage, in quelli dei primi illustratori che vi si cimentarono 150 anni fa; ci piace un po' deformata nelle atmosfere gotiche (come nella versione cinematografica di Tim Burton) e un po' noir  con capelli corvini e volto pallido. Alice ci piace sempre perchè non finisce mai di sorprendere, è inesauribile!
Un punto fermo nella letteratura per ragazzi (e non solo), fonte di ispirazione irrinunciabile per chiunque scelga di raccontare quel mondo "altro"... quello della meraviglia, della fantasia, del non-sense.

Ma la morale? Chi crede che un libro per ragazzi non possa prescindere dall'impartire tra le righe un insegnamento, qui impara una bella lezione: c'è spesso più saggezza nella follia, più innocenza nella curiosità, più realtà nel sogno.

Auguri Alice! Per questo importante compleanno e per tutti i non-compleanni che festeggerai tra Lepri Marzoline e Cappellai Matti.