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Don Lorenzo Milani

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Il 26 giugno 2017 ricorre il 50° anniversario della morte di Don Lorenzo Milani.
Don Lorenzo era un uomo dalle scelte forti e coerenti. Proveniva da un ambiente colto e raffinato e la sua scelta di diventare sacerdote era un'adesione anche intellettuale, non solo spirituale, ad una visione di Chiesa in divenire. Essere cristiani, per Don Lorenzo, significava schierarsi contro l'ingiustizia sociale e combatterla. Significava vivere tra gli ultimi e dare loro gli strumenti, anche culturali, per prendere coscienza dei propri diritti. La scuola di Barbiana nasceva proprio da questo ideale.
Don Milani prese posizione in modo netto per l'obiezione di coscienza, appoggiò scioperi e "ribellioni" sociali, dichiarò le sue scelte con un linguaggio tagliente e preciso. Tutto questo gli procurò antipatie e dissensi, ma anche grandi consensi talvolta strumentali.
Su di lui è stato detto e scritto molto e la sua immagine ne è uscita a volte offuscata. Vale la pena leggere direttamente i suoi scritti e alcuni libri che si sono distinti per la serietà e l'accuratezza.
Michele Gesualdi, uno dei primi sei ragazzi di Barbiana, ha raccontato don Milani così come l'ha conosciuto nel libro Don Lorenzo Milani. L'esilio di Barbiana. Il ritratto che ne esce va oltre ogni stereotipo e restituisce una figura poliedrica e complessa.
Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante in un libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate: L'uomo del futuro. Sulle strade di Don Lorenzo Milani.

 «Non mi ribellerò mai alla Chiesa perché ho bisogno più volte alla settimana del perdono dei miei peccati, e non saprei da chi altri andare a cercarlo quando avessi lasciato la Chiesa. Così scrisse don Lorenzo Milani, priore di Barbiana, il 10 ottobre 1958. Vorrei proporre questo atto di abbandono alla Misericordia di Dio e alla maternità della Chiesa come prospettiva da cui guardare la vita, le opere, il sacerdozio di don Lorenzo Milani»
Esordisce così Papa Francesco nel video messaggio inviato a Milano il 23 aprile 2017, in occasione della presentazione del volume della collana Meridiani (Mondadori) che raccoglie l'edizione critica dell'opera omnia di don Lorenzo Milani
Questo messaggio è di portata storica per almeno due ragioni. Innanzitutto ha la forma di una recensione (all'Opera omnia di Milani, tra l'altro) in qualche modo riparatrice di un'altra recensione pubblicata nel 1957 da Civiltà Cattolica - rivista gesuita come Papa Francesco - che stroncava pesantemente Esperienze Pastorali, il primo libro di Don Milani, incidendo una frattura tra la Chiesa e il prete degli ultimi, considerato "ribelle". In secondo luogo, segna un riconoscimento esplicito e definitivo dell'ortodossia del sacerdozio di don Milani.
Papa Francesco prosegue dicendo che il linguaggio di don Milani «ha creato qualche attrito, qualche scintilla, come pure qualche incomprensione con le strutture ecclesiastiche e civili, a causa della sua proposta educativa, della sua predilezione per i poveri e della difesa dell'obiezione di coscienza. La storia si ripete sempre. Mi piacerebbe che lo ricordassimo soprattutto come credente, innamorato della Chiesa anche se ferito ed educatore appassionato con una visione della scuola che mi sembra risposta alla esigenza del cuore e dell'intelligenza dei ragazzi e dei giovani».
Papa Francesco ha detto di aver letto le sue opere e ha ricordato con «particolare affetto» la sua “Lettera ad una professoressa”, scritta insieme ai suoi ragazzi della scuola di Barbiana, di cui era priore.

Il 20 giugno 2017 l'omaggio di Papa Francesco alla tomba di don Primo Mazzolari a Bozzolo e a quella di Don Lorenzo Milani a Barbiana.
 
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